Cailliau ci incanta

La conferenza stampa del festival si tiene in un luogo importantissimo per la scienza. Si tratta del Globe, un’enorme sfera di legno all’interno del CERN di Ginevra. Qui incontriamo subito Robert Cailliau, inventore, insieme a Tim Berners-Lee, del web.
Il timore reverenziale di un appassionato come me è subito smorzato dalla giovialità di Robert. Quando io e Marina veniamo presentati come i blogger del festival, Robert sorride e ci spiega che il blog era esattamente quello che lui e Tim avevano in mente mentre sviluppavano la loro invenzione.
Entriamo nel Globe, in una bellissima sala circolare. Una workstation NeXT, il computer che ospitò la prima pagina web (o quasi: Cailliau puntualizza che gli inizi furono talmente entusiasti che le pagine generate contemporaneamente non permettono di dire effettivamente quale fosse la prima) fa bella mostra di sé su un tavolino. Noi che siamo un po’ geek e feticisti informatici non resistiamo a sfiorarlo.
Dopo un po’ di chiacchiere e qualche foto di rito, inizia la conferenza. Robert Cailliau e James Gillies parlano del web, partendo dalla storia della sua nascita. Cailliau è un vero trascinatore. Sa parlare senza annoiare mai la platea, è divertente e piacevole da ascoltare. E non risparmia le critiche: a Wikipedia, che secondo lui tradisce gli intenti del web aggregando i documenti in un unico punto (l’idea di Cailliau è che il WWW sia soprattutto un deposito di conoscenza), ma soprattutto alle nuove generazioni, colpevoli di fermarsi troppo spesso alla superficie e di non approfondire problemi importanti. Per esempio, spiega, in pochi si pongono il problema di dove si trovino, fisicamente, i dati che ogni giorno immettiamo nei vari servizi web. E, ancora peggio, accettiamo senza protestare il comportamento dei provider di telefonia mobile, che unendo l’infrastruttura alla diffusione di contenuti mettono a rischio la neutralità della rete.
Sulla separazione tra rete e contenuti Cailliau si sofferma a lungo, evidenziando come sia fondamentale per garantire la neutralità del web e quindi la sua spinta innovativa. Perdere la neutralità, spiega, sarebbe un enorme passo indietro, che ci riporterebbe ai tempi del videotel.
Segue la presentazione del Festival, durante la quale Manuela Arata e il direttore Vittorio Bo spiegano il perché della scelta del CERN: si tratta di un luogo che mette insieme comunicazione e big science, perfetto per il tema scelto quest’anno: la curiosità. Vittorio Bo ci ringrazia pubblicamente, e un brivido ci percorre la schiena. Speriamo di essere all’altezza della situazione!
Dopo il buffet ci trasferiamo all’interno dell’esperimento ATLAS. Si tratta di una parte di un sofisticatissimo acceleratore di particelle, che verrà presto ultimato. Fabiola Gianotti, responsabile del progetto, illustra con estrema chiarezza il funzionamento dell’acceleratore, e con grande passione descrive quello che, una volta in funzione, potrà farci scoprire: dalla possibilità di classificare il quark come particella elementare della materia, alla scoperta, se possibile ancora più affascinante, di buona parte dei misteri sulla nascita dell’universo, grazie a un’accurata analisi delle particelle cosmiche.
È un momento senza dubbio affascinante. La nostra visita volge al termine, ci prepariamo a partire per Genova. Saluti di rito, e siamo già in autostrada.
Quasi dimenticavo. I tramezzini, comunque, erano davvero eccellenti.
Update: È disponibile il video della conferenza stampa, direttamente dal sito del CERN (Streaming | Scarica).










