12 Ottobre 2007

Premio Nobel per la Pace 2007

Scritto da Marina Rossi

Al GoreProprio oggi, leggendo il blog statunitense Page 3.14 ho notato questa sottile – ma neanche tanto – ironia e autocommiserazione americana che nasce dalla delusione di vedere la maggior parte dei Premi Nobel sbarcare principalmente in Europa. Francia, Germania, Italia, Inghilterra sono protagoniste di quest’anno e gli Stati Uniti sembrerebbero amareggiati per aver ottenuto solo due terzi del Nobel per la Medicina. Un atteggiamento più vicino al mondo sportivo, al conteggio delle medaglie olimpiche, piuttosto che al mondo della scienza.

In ogni caso, oggi gli Stati Uniti recuperano il vantaggio europeo ottenendo (metà) Premio Nobel per la Pace, grazie all’impegno di Al Gore nel processo di diffusione dell’informazione circa i cambiamenti climatici. Un premio a metà, appunto, con la Svizzera sede ufficiale dell’Intergovernmental Panel on Climate Change (sito dell’IPCC), il comitato internazionale che dal 1988 si occupa di studiare e diffondere dati relativi al surriscaldamento globale.

Eppure poco importa se il Nobel è condiviso tra l’IPCC e Al Gore. La notizia, trasmessa da tutti gli organi di informazione, è che l’ex vicepresidente Usa ha ottenuto – dopo l’Academy Award – anche il Nobel, associando a esso un valore politico prima ancora che sociale. In tutto questo, emerge ancora una volta una mancata informazione dell’opinione pubblica che reputa le politiche ambientali di impatto e di importanza quasi irrilevante.

Si parlerà di cambiamenti climatici anche al Festival con mostre, eventi e conferenze sul tema:
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CO2: colpevole o innocente?
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