Arrivano gli Animatori
Film come Ghostbusters hanno segnato l’immaginazione di almeno un paio di generazioni di ragazzi. Il Palazzo della Borsa di Genova, nella fattispecie la Sala delle Grida, sembra ricalcato sullo stile dei due film degli acchiappafantasmi; dal grattacielo/portale del primo episodio, sino al salone del museo del secondo capitolo. Tutto, dalle luci allo stile delle decorazioni, con una spruzzata di Piramide di paura, rimanda al non incrociare i flussi, ad acceleratori protonici e a scarafaggi che “staccano la testa a morsi”.
Ma, non essendo sul set di un film, ciò che il 12 ottobre si stava svolgendo nel salone decorato da grandi pannocchie, simbolo di abbondanza, e aquile, come chi calcava quei pavimenti nemmeno troppi anni fa, era la cerimonia di lancio per un gruppo di ragazze e ragazzi affiatati ed assortiti arruolati tra le fila degli animatori del Festival della Scienza.
Molti di loro avevano già affrontato l’impegno durante le edizioni passate, molti altri saranno invece alla prima esperienza con indosso la maglia asteriscata: dal tavolo principale il comitato di benvenuto si rivolgeva a tutti i presenti, incoraggiando, illustrando, ragionando sulle novità dell’edizione 2007, indipendentemente dal loro essere nuove leve o meno.
Gli sguardi dei ragazzi erano concentrati su quanto accadeva in sala: al centro dell’attenzione era lo scambio di battute tra Paolo Odone, Presidente della Camera di Commercio di Genova, e Manuela Arata, Presidente del Festival della Scienza. Odone ha incentrato il suo intervento su una dimensione depressa di Genova: vecchia, stanca, chiusa verso i giovani; e come dargli torto, peccato che un grosso esame di coscienza sarebbe più adatto, in casi simili, visto che molto, troppo spesso sono gli stessi commercianti ed esercenti a rendere realtà l’ormai biblica battuta “Torta di riso… Finita”.
Spazi per i giovani, eventi scarsi… Parole fumose, peraltro decisamente poco adatte a un evento che dovrebbe motivare e caricare il pubblico, non renderlo pensieroso e impaurito sulle prospettive cittadine (”Fuggite, sciocchi!”)
Manuela Arata, invece, sceglie una via decisamente opposta: parla di successi, successi e successi, di un Festival totale, catalizzante, un Festival estremamente noto e apprezzato, conosciuto persino oltreoceano con l’appellativo The Event (del resto, dopo The Voice…). Forse incappando in una certa ingenuità, la presentazione che la Arata propone all’uditorio è tuttavia adatta alla portata della manifestazione.
Scatta l’immancabile polemica (anche per fortuna) dando sapore al tutto: Manuela Arata fa notare quanti ragazzi siano radunati in quella sala e punzecchia decisa Odone, facendogli notare come siano necessari maggiori investimenti per l’anno prossimo, visto il numero di persone che edizione dopo edizione vanno ad irrobustire le fila della gestione, organizzazione e animazione del Festival.
Odone incassa, se ne va, poi a un certo punto imprecisato si ripresenta al tavolo, chiedendo la parola e dichiarando che a fronte di un maggiore impegno economico vorrà un simbolo della Camera di Commercio più grande.
Fantastico.
Nessuno crede alle proprie orecchie, sembra di esser tornati all’asilo, con buona pace del mecenatismo e della cultura scientifica come motore e chiave del progresso collettivo.
Vuoi i fondi? Dammi più visibilità, a ogni costo, come nelle più vetuste campagne promozionali che si sperava appartenessero a un’era embrionale del marketing d’azienda.
Con i suoi battibecchi ai piani alti, con le magliette bianche distribuite alla folla degli animatori, con le sue foto di gruppo a testimonianza di “quanti siamo”, anche il 2007 dà il benvenuto alla schiera di ragazze e ragazzi che animeranno The Event e che, impegno da non sottovalutare, sopporteranno, indirizzeranno, informeranno e accoglieranno le migliaia di variegati visitatori che anche quest’anno affolleranno gli eventi e i laboratori del Festival della Scienza.
Decisamente, quindi, si meritano un grosso in bocca al lupo!











[…] ALESSANDRO: […]
16 Ottobre 2007