Work in progress
Il Festival ormai è sempre più vicino, e la sua presenza inizia a farsi sentire anche in città. Devo dire che in questo senso si tratta di un evento molto discreto, che riesce a fare sentire la sua presenza senza mai disturbare e senza urlarla. Capita di stupirsi nel vedere le scimmiette-mascotte occhieggiare dai numerosi cartelli che indicano i punti nevralgici del Festival. Ci si stupisce perché all’esterno dei palazzi nulla lascia presagire che qualcosa bolla in pentola.
Ma basta entrare in alcune zone di Palazzo Ducale, al palazzo della Borsa o nei Magazzini del Cotone per capire che non è così. Appena varchi la soglia l’odore di vernice ti molesta le narici, la polvere, gli attrezzi e le casse di legno ti raccontano del lavoro che procede in maniera forsennata ma consapevole. Tutto dovrà essere perfetto, il fatidico 25. E tutti contribuiscono al meglio.
Osserviamo il lavoro sentendoci un po’ dei corpi estranei.
Tranne che nella Loggia della Mercanzia, nella splendida Piazza Banchi, che sarà il nostro campo base. Lì ci incuriosiamo davvero, facciamo domande, scopriamo cose interessanti. I pouf, per esempio, realizzati da un’artista che lavora con materiali di recupero. Saranno comodi? Lo scopriremo presto.
Intanto restate collegati, perché credo che qualcuno abbia storie interessanti da raccontare…










