26 Ottobre 2007

Splendida Jane

Scritto da Federico Fasce

Che fosse una conferenza imperdibile, lo sapevamo.
Jane Goodall è un personaggio di uno spessore tale che sarebbe riuscita a togliere il fiato alla platea anche restando in silenzio per due ore.
La conferenza di Jane Goodall
Ambasciatrice di pace delle Nazioni Unite, una vita straordinaria spesa a studiare il comportamento dei primati, vivendo con loro, condividendo tutti gli aspetti delle comunità di questi straordinari animali, Jane è una signora piccola piccola, con un viso dolce che il tempo non ha coperto. Racconta la sua storia con uno squisito accento inglese (e che peccato vedere ancora tante persone con le cuffie affidarsi alla traduzione simultanea perdendo, inevitabilmente, un po’ di spontaneità), come se fosse la cosa più normale del mondo.

Ma ogni singolo aspetto della sua vita è invece incredibile: dalla partenza alla volta dell’Africa per inseguire un sogno, combattendo la diffidenza di una società che di certo non vedeva di buon occhio una donna come Jane, alla scoperta - sensazionale - della capacità degli scimpanzé di costruire oggetti, scoperta che getta una nuova luce nello studio dei primati.

Davvero un peccato non poter restare fino alla fine. Ma ancora più triste è vedere la sala del Maggior Consiglio non così affollata come si vorrebbe per un’occasione più unica che rara.

3 Risposte a “Splendida Jane”

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  1. In effetti mi sarei aspettata anche io una sala piena zeppa. Però. Il fatto che ci fossero otto gradi, piovesse e tirasse un vento che ti portava via anche nel loggiato antistante la sala e, ciò nonostante, più di 250 persone abbiano aspettato di entrare per più di un’ora restando correttamente in coda vorrà pur dire qualcosa, no? Se non altro, che anche il primo giorno di Festival - un giovedì pomeriggio “lavorativo” per gran parte dei genovesi - il pubblico già avesse capito come muoversi all’interno del ricco programma offerto (504 eventi inseriti nel catalogo). Certo, si tratta di un pubblico che sceglie di affidarsi al lavoro delle interpreti, che sono sempre le stesse da molti anni, anziché ascoltare i relatori esprimersi nella propria lingua… ma probabilmente, almeno secondo me, è anche perché non vogliono correre il rischio di perdersi dei pezzi importanti, no?

    26 Ottobre 2007

  2. Spero che la conferenza sia stata registrata. Mi sarebbe proprio tanto piaciuto partecipare, ma ero di turno… Peccato!!!

    26 Ottobre 2007

  3. Marco

    Ho una grande ammirazione e curiosità per questa ricercatrice, per cui mi dispiace moltissimo essermi perso quest’occasione.
    Purtroppo neanche quest’anno riuscirò ad essere a Genova per il Festival, dunque non mi rimane che affidarmi a strumenti come il vostro per assaporare l’atmosfera di certi eventi.
    Ottima idea quella del blog.

    Mi permetto di suggerirvi un’idea: creare dei podcast. Credo che le conferenze possano prestarsi a questa possibilità.
    Sarebbe una grande opportunità per chi, come me e Fabrizio, per svariati motivi non può partecipare ad alcuni eventi.

    27 Ottobre 2007

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