Rock’n'roll Robot
La mia generazione è cresciuta con il mito del robottone. I cartoni animati giapponesi dei primi anni ottanta hanno popolato l’immaginario dei bimbi di allora e innestato un pezzo delle fisime e delle contraddizioni tipiche del popolo del Sol Levante. Intro a base di sociologia spicciola per dire che i robot, a noi di quella generazione, affascinano non poco. E quindi un laboratorio sugli automi non poteva che interessarmi.
Figuratevi la mia totale esaltazione quando nel laboratorio ho visto tutto un fiorire di Lego Mindstorm, il giocattolo geek definitivo che mette assieme la robotica con un altro mito dell’infanzia. I mattoncini Lego.
Federico, il mio omonimo simpaticissimo animatore nonché studente di informatica mi guida attraverso le attrazioni del laboratorio. Si parte con i robot insettiformi che reagiscono alla luce per proseguire in un piccolo viaggio verso l’intelligenza artificiale.
Insetti Robot
Questi piccoli oggetti utilizzano come cervello una sim simile a quelle che ogni giorno mettiamo nei telefonini. La loro intelligenza è di tipo azione-reazione: illuminati con una torcia si muovono a scatti, quasi fossero dei cybergerridi. Carini.
Il rover fatto in casa
Questo robot radiocomandato ha una telecamera che inquadra quello che ha davanti. L’immagine viene inviata, Via Bluetooth, a un monitor, permettendo così all’operatore di guidarlo in un labirinto.
Selezione naturale
Un software simula i movimenti di una serie di robot all’interno di un’arena irta di ostacoli. Ad ogni “generazione” vengono scelti i tre individui che si sono comportati meglio e che costituiranno la base genetica della generazione successiva. In questo modo si arriva, per selezione artificiale, ad isolare l’intelligenza migliore. Che viene trasferita nel cervello di silicio di un robot reale. Quest’ultimo sarà quindi in grado di evitare gli ostacoli di un’arena fisica.
Il Totti meccanico
Il passo successivo nell’intelligenza artificiale è, ovviamente, prendere i robot e farli giocare a calcio. Il software permette di regolare alcuni parametri relativi all’aggressività, alla velocità, alla raffinatezza del giocatore. La partita a cui ho assistito mi ha ricordato più gli scontri tra Zidane e Materazzi che i leziosi tocchi di palla della nazionale Carioca.
Banana musicale
Non propriamente un robot, è vero. Ma questo oggetto che riproduce suoni manipolando una buccia di banana collegata a un piccolo altoparlante ha divertito un po’ tutti. Dovessi dire, lo chiamerei Theremin a banana.
Se vi interessasse, i ragazzi del laboratorio “Giochiamo con i Robot” sono presenti tutti i giorni fino al 6 Novembre, ai magazzini del Cotone. Qui maggiori informazioni.











anche a me è piaciuto un sacco!
27 Ottobre 2007
Anche noi abbiamo cercato di fare un blog per vedere come reagiscono quelli che vengono a giocare con i robot (l’indirizzo è http://blog.itd.cnr.it/robot/).
Al laboratorio siamo tutti un po’ stanchi per il ritmo del rock’n'roll robotico, ma contenti del poterci divertire e coinvolgere chi viene a trovarci.
Ciao,
Augusto
29 Ottobre 2007