27 Ottobre 2007

Voci nello Spazio Blog

Scritto da Andrea Baresi

non te-me-te, la risposta a tutti i dubbi è dentro al coniglio
… l’essere umano è per sua natura un po’ autoreferenziale.

Loggia della Mercanzia inaugurazione dello Spazio Blog. Libri, palme e pinguini infreddoliti.

Visita allo stand Chiquita. Frutta fresca cartonata con tutto quello che può servire per soddisfare in modo veloce e sostenibile i desideri imprenditoriali più selvaggi. Emersione con banana, subitamente gonfiata, di 37cm e inconfondibile bollino; e son cose — il frutto polimerico è stato e verrà più e più volte immortalato nelle foto a 6 megapixel-e-oltre degli astanti.

Breve sessione live Suz vs Tao di Gorillas (sì sì, era gorilla.bas): angolo OK / velocità OK / vai bananina! — lampo di perversione sexy-geek evocato dall’oggetto…

Gorillas

Due passi tra i libri per appurare la presenza di una comunità nutrita di opere di Zichichi, stuff happens.

Ed eccomi lì, pronto a soddisfare la mia curiosità, desiderio impulsivo spontaneo, bisogno innato radicato/atavico. Ospiti primevi Marco Pratellesi (di Corriere.it — direttore) e Massimo Razzi (Repubblica.it — vicedirettore), con gradita “incursione” di Vittorio Bo.

Si apre il confronto con alcuni esimi esponenti del sistema weblog nostrano (o blogosfera — presto in figurine, con tanto di album offline), perché i blogger non sono completamente virtuali.

Simpatica diatriba sul primato di embracing del modello blog, tra Repubblica.it e Corriere.it. Pare che il proto-blogger italiano possa essere Beppe Severgnini, che nel 1998 faceva cose che noi “umani” non possiamo nemmeno ricordare.

Da qui i discorsi si fondono in una chiacchierata fluida, che riporto in chunks.

Tema caro alla società odierna è la paura. Sul fattore fear si è detto che il giornalismo — per natura un po’ autoreferenziale — comincia a trovare difficoltà nel confrontarsi con i creatori disintermediati. Dall’interazione dei quoitidiani con i produttori liberi di contenuti (o produttori di contenuti liberi) può però nascere un’interazione positiva. Questo costituirà il filo rosso della conversazione loggiana.

Il Futuro — a breve termine — dei media tradizionali nostrani sarà improntato sull’utilizzo di nuove forme di espressione e sul confronto con (nuove) realtà, contenitori (la cara normalizzazione della conoscenza), vettori, produttori e gusti dei consumatori. Più siamo meglio stiamo.

… E la qualità?

Nelle conversazioni su questi temi si finisce sempre per parlare di Qualità. Il fattore Q (come il fattore C) è fondamentale anche per una redazione giornalistica. Quando i contenuti generati dagli utenti del sito di una testata vengono pubblicati è necessario mettere in atto forme puntuali di controllo… O di selezione?! A volte al lettore basta sapere che i suoi  commenti verranno moderati per contenersi.

Knilio in Loggia

La rete è un po’ diversa. La quintessenza della Rete (e quindi dei blog) sono le opinioni, le opinioni della gente. La verità, la vera letteratura è nella Rete.

La cronaca invece è la nemesi della blogosfera.
La cronaca è il punto di forza dei giornali.

Poi arriva la rivoluzione, lo spostamento di risorse dal cartaceo all’elettronico.
Un quotidiano è (e sarà) rappresentato da buon giornalismo, non da un particolare medium. Ma allora… Cosa sfoglieremo in bagno?

Si assiste(rà) a un declino del modello di business del giornale.
Necessità di ridurre i costi.

  • eliminare progressivamente la carta
  • diminuire il numero delle “pagine”
  • enfasi sulla bontà dei contenuti (iterativamente)

Un discorso simile potrebbe applicarsi all’industria libraria. Il contenuto dei libri (saggistica/narrativa) è un racconto. E’ necessario trovare una forma diversa di racconto. Potrebbe il modello dell’editoria futura essere quello dei quotidiani online?

Il Festival della Scienza è un medium, un contenitore.
… Strutture di aggregazione che possono doventare altro.
… Gli (eventuali) sprechi potranno diventare altro.

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