Il colore, la sua storia e i suoi segreti
Al giorno d’oggi dipingere è un’arte che può avvalersi di numerosi strumenti: in campo digitale tavolette grafiche e software per professionisti riescono a replicare una quantità sterminata di strumenti e gradazioni cromatiche, mentre i colori sintetici ormai dominano le tavolozze della maggiorparte degli artisti.
Eppure un tempo dipingere non era un’impresa semplice, e non soltanto per l’abilità tecnica e la sensibilità artistica richiesta: la mostra Colori proibiti esplora proprio il mondo dei pigmenti utilizzati nell’arte pittorica nel corso dei secoli. Colori preziosi provenienti da luoghi lontani diventavano veri e proprio gioielli che l’artista lasciava indossare ai soggetti sacri e nobiliari dei dipinti.
Il titolo della mostra, allestita presso le stanze del Palazzo del Principe, si riferisce proprio alla difficoltà di reperimento di alcuni pigmenti naturali, specialmente quelli di origine minerale, che richiedeva per l’artista un notevole dispendio di denaro e anche una raffinata arte nella preparazione del colore, in quanto, con un tocco di alchimia, spesso i pigmenti rozzi andavano depurati a più riprese prima di poter essere impastati con collanti e solventi naturali ed esser quindi stesi sulla tela o sull’intonaco.
Grazie a grandi pannelli illustrati il visitatore è guidato attraverso la storia dei principali pigmenti naturali, con diversi livelli di lettura per ognuno: dalla composizione chimica alle curiosità storico-artistiche correlate, il tutto accompagnato dalla presentazione di diversi campioni minerali conservati con cura in piccole teche.
Animatori e animatrici seguono gli interessati di ogni età spiegando la storia e le curiosità del colore, e per i più pratici due tavoli allestiti offrono la possibilità di cimentarsi nella pittura, per provare con mano le qualità dei colori artigianali. Oltre al lato artistico la mostra offre, come già accennato, diversi approfondimenti scientifici sul tema, con tanto di discorsi sulla percezione del colore per noi umani e una postazione dotata di microscopio che rivela i dettagli infinitesimali dei pigmenti.
Una semplice ma buona occasione per scoprire quanta storia si celi dietro ogni goccia di colore e quanti significati scorrano tra le sfumature del lapislazuli o della malachite.










