Montagne di fuoco
Credo che qualsiasi visitatore del Festival sia affascinato dall’idea di una mostra sui vulcani. Imponenti e spettacolari manifestazioni della natura sono da sempre qualcosa che incuriosisce e intimorisce.
Vulcani: esplosioni ed effusioni mette in gioco l’argomento attraverso l’autorevolezza dell’INGV, l’Istituto Nazionale di Geofisica e di Vulcanologia e ci guida alla scoperta di ciò che sta sotto la crosta terrestre. Si comincia con un breve filmato in 3d. Si inforcano gli appositi occhialini e via, attraverso il sistema solare. Nonostante il filmato non sia poi male, la scelta della stereoscopia appare almeno un po’ forzata, quasi una dimostrazione di modernità non richiesta (e peraltro la tecnologia in questione di nuovo ha ben poco). In ogni caso si prosegue con uno zoom in attraverso una serie di “stazioni” coordinate da un animatore.
Si passa dall’interno della terra, per uscire gradatamente verso la superficie nel contempo avvicinandosi al vulcano, vero protagonista.
I visitatori sono invitati a ricomporre le placche della crosta terrestre, a spingere leve, premere bottoni, a toccare con mano la differenza tra vulcani effusivi e esplosivi. I computer dell’Istituto costellano i corridoi e mostrano informazioni specifiche sulla situazione delle zone sismiche nel mondo.
Alcuni passaggi sono affascinanti, immersi nel buio e illuminati da lampade rosse, contribuiscono a creare l’atmosfera giusta. Vulcani: esplosioni ed effusioni è una mostra che necessita, comunque, di seguire con attenzione le spiegazioni degli animatori; la mancanza di pannelli esplicativi (voluta, direi, data la vastità dell’argomento) rende le varie postazioni poco significative se non supportate da una adeguata guida.











Sono moltissimi i visitatori del Festival che escono dalla mostra “Vulcani: esplosioni ed effusioni” non solo affascinati, ma anche contentissimi perche’ hanno capito che i vulcani non sono assolutamente delle montagne di fuoco.
I vulcani intimoriscono e nello stesso tempo attraggono, ma pochi sanno perche’ e in che modo avvengono le eruzioni.
Queste sono le domande a cui vogliamo rispondere con la nostra mostra.
Il filmato iniziale in 3D non e’ una “dimostrazione” di nuove tecnologie,
ma uno strumento validissimo per comunicare scienza attraverso le emozioni
(la tecnologia al servizio della comunicazione scientifica e non il contrario).
Il feedback che riceviamo dai visitatori -a cui facciamo compilare un brevissimo questionario di gradimento- ci sta confermando ogni giorno che il messaggio scientifico arriva con la stessa forza delle emozioni che lo trasmettono.
Non si puo’ fare la visita da soli, anche se la PRESENZA dei pannelli esplicativi (ne sono presenti piu’ di 20 lungo tutto il percorso!)
lo permetterebbe, in quanto non si raggiungerebbe lo stesso risultato.
I nostri veri strumenti -che abbiamo messo a disposizione delle guide scientifiche e dei vulcanologi presenti alla mostra -
sono gli exhibit che ci aiutano a parlare di vulcani, partendo dalla loro origine e causa per arrivare fino alla loro evoluzione nel tempo.
I vulcani che producono le eruzioni esplosive e quelle effusive permettono
di capire quali sono le eruzioni possibili, il vulcano olografico spiega i processi che si verificano nella camera magmatica e nel condotto vulcanico.
La sala dei vulcani italiani poi parla dei vulcani del nostro Paese, delle loro ultime eruzioni e di quelle piu’ famose come l’eruzione del 79 d.C. di cui abbiamo riprodotto la strafigrafia.
Uno dei momenti piu’ emozionanti e’ la visita alla Sala di monitoraggio dello Stromboli che permette di assistere -in tempo reale- alle esplosioni dello Stromboli che avvengono ogni 10-15 minuti.
Alla fine del giro, che dura circa 1h e 30 min, i commenti e le sensazioni dei visitatori sono sempre molto positivi e lusinghieri.
Concetta Nostro
Coordinatrice della mostra
“Vulcani: esplosioni ed effusioni”
3 Novembre 2007