3 Novembre 2007

Le fiamme e la ragione

Scritto da Federico Fasce

È dunque l’universo uno, infinito, immobile; una è la possibilità assoluta, uno l’atto, una la forma o anima, una la materia o corpo, una la cosa, uno lo ente, uno il massimo et ottimo; il quale non deve poter essere compreso; e perciò infinibile e interminabile, e per tanto infinito e interminato e per conseguenza immobile; questo non si muove localmente, perché non ha cosa fuor di sé ove si trasporte, atteso che sia il tutto; non si genera perché non è altro essere che lui possa derivare o aspettare, atteso che abbia tutto l’essere; non si corrompe perché non è altra cosa in cui si cange, atteso che lui sia ogni cosa; non può sminuire o crescere, atteso che è infinito, a cui non si può aggiungere, così è da cui non si può sottrarre, per ciò che lo infinito non ha parti proporzionabili.

AugiasIl palco è allestito in modo semplice. Tre drappi bianchi a far da scenografia, quello centrale che si solleva a mostrare uno studiolo con un leggio, uno sgabello e un tavolino. Sul tavolino una brocca d’acqua e un bicchiere. Spotlight e Corrado Augias, elegantissimo, pronto a raccontare la storia di Giordano Bruno. I drappi bianchi d’improvviso si animano, attraverso la proiezione di immagini, incisioni ed effetti visivi.

La barcaccia del Teatro Modena somiglia a un forno, tanto fa caldo. Dal palchetto mi dicono che l’aria è altrettanto soffocante. D’altra parte stiamo per ascoltare la storia di un eretico bruciato sul rogo. Fa atmosfera.

Quando Augias inizia il suo monologo, però, si fa presto a dimenticarsi di tutto. Le sue parole trascinano il pubblico attraverso una storia che è anche un simbolo. E che di questi tempi, duole dirlo, ha quasi il sapore dell’attualità.

Le Fiamme e la Ragione è idealmente diviso in quattro parti: la vita di Giordano Bruno fino all’incontro con Mocenigo, un flashforward all’anno milleseicento e un flashback al trecento di Costantino per contestualizzare la storia del filosofo, e infine gli anni dei processi, delle torture e la tragica morte sul rogo a Campo de’ Fiori. Ognuna di queste parti è scandita dalle musiche di Valentino Corvino e C-Project, un mix di elettronica e musica rinascimentale.

Corrado Augias è un eccellente narratore. Da grande giornalista sa separare i fatti dalle opinioni, espone il suo tema con garbo ed eleganza, misura saggiamente le parole. Anche quando incappa in un lapsus si riprende con un sorriso e il pubblico non può fare a meno di applaudire. Il racconto scorre fluido mentre il pubblico scandisce le pause con applausi a scena aperta che danno l’idea di quanto questo spettacolo sia organizzato in maniera impeccabile. Chiamato al centro della scena, al termine dello spettacolo, Corrado nicchia per qualche minuto. Ma non è la falsa modestia della star. Quando finalmente si convince a mostrarsi ferma il fragoroso applauso del pubblico arrossendo. Chapeau.

Le Fiamme e la Ragione è uno spettacolo da vedere per almeno due motivi. Il primo è che si tratta di un memorandum ancora molto attuale. Il secondo, è che è divertente ed emozionante. Non è mica poco. Si replica oggi e domani, alle 16. Teatro Modena, Sampierdarena.

3 Risposte a “Le fiamme e la ragione”

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  1. Argomenti per certi versi scabrosi, straordinariamente attuali; nonostante la stanchezza che ormai mi ha tolto persino la voglia di cioccolato (!), sono riuscita a distrarmi soltanto cinque minuti.
    In questi tempi pieni di falsi dibattiti sui rapporti tra scienza e religione, finalmente - e non è l’unico caso in questo festival, per fortuna - ne parla con sobrietà, competenza e pertinenza chi non potrei definire se non “un vero signore”. Che a fine spettacolo, nel marasma di persone e parole creatosi davanti all’ingresso, è uscito senza farsi notare con la giacca sulle spalle e, dolcemente, si è allontanato solitario nella ventosa notte genovese di inizio novembre.
    Grazie.

    3 Novembre 2007

  2. Sì lo è da sempre, un vero signore.
    (E ora vado a sbattere il capìno contro il muro, arrabbiatissima con l’influenza che m’impedisce di godere tutto ciò, snorth. Baci a tutti, e bravi! :-***)

    3 Novembre 2007

  3. E’ stato davvero uno spettacolo bellissimo. Non un minuto più lungo del dovuto, non un momento di noia (che ci sarebbe comunque potuto stare) anzi quando è finito mi è sembrato troppo presto.

    Se per qualsiasi ragione dovesse pubblicare la traccia che usa nello spettacolo o addirittura portarlo in giro per i teatri, andate a vederlo.

    5 Novembre 2007

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