Ragionare spensierati
Tutto parte dalla dialettica eristica…
Si può avere ragione objective e tuttavia aver torto agli occhi dei presenti e talvolta perfino ai propri.
— Arthur Schopenhauer, L’arte di ottenere ragione
Aula Polivalente San Salvatore — intervengono (nell’ordine): Claudia Bianchi, Leonardo Lesmo, Achille Varzi, Claudio Bartocci, Marcello Frixione, Marco Santambrogio.
Gli errori di ragionamento (e le fallacie) sono fenomeni trasversali; colpiscono chiunque. In genere non derivano dalla stupidità della gente. Gli umani — tutti — sono spesso vittime delle (loro) illusioni, dei bias (distorsioni) del/nel senso.
La teoria dei modelli mentali descrive una mente occupata nella manipolazione di astrazioni, modelli che rappresentano frasi verbali. Molto spesso da questo juggling semantico non emergono strutture armoniche e ben definite — qualcosa non torna, riproviamo, ri-proviamo, ma, alla fine delle fini, non ci resta che inferire “statisticamente”. Sono queste scelte “forzate” che generano i presunti difetti di ragionamento.
Hm corvi — nero, nero, nero, nero, nero, nero, nero… Tutti i corvi sono neri!
Produrre affermazioni vere, interessanti, giustificate mediante prove: questo è l’obiettivo. Nulla di più semplice… Ci fermiamo e pensiamo al contesto in cui siamo immersi: persone diverse possono trovare (più o meno) convincenti argomentazioni diverse; e adesso?
Analizziamo il problema. Gli errori competono esclusivamente alla dimensione inferenziale?
la logica è meglio di niente
niente è meglio del sesso
Alcuni errori possono riguardare aree linguistiche, aree semantiche non inferenziali. Osserviamo come ragionano i matematici; anche qui gli errori si basano su supposizioni implicite. Anche qui troviamo due livelli di ragionamento. [ il discorso si ricollega agli aspetti normativi/descrittivi ]
In matematica spesso ci capita di osservare come le dimostrazioni possano apparire, a chi non è addentro, poco intuitive. Una dimostrazione formale, paradossalmente, rischia di convincere meno persone di un’argomentazione raffazzonata.
Queste cose succedono altrove? Probabilmente sì.
Non tutte le fallacie sono stupide. [ Poi accendiamo la televisione e ci accorgiamo che nel mondo in cui viviamo la gente non ragiona non è capace di ascoltare. ] Ma la gente è ragionevole.
Quello che ci salva si nasconde nel nucleo delle nostre debolezze. I bias e le illusioni sono generate dalle “scorciatoie” della nostra mente. Il nostro sistema percettivo ci porta a completare l’informazione, a ri-costruire il tutto da alcune delle sue parti.
La gente non è stupida, ma un bel corso di logica e analisi del linguaggio per tutti è auspicabile.












Sesso e verità:
Si è discusso molto sulla relatività della verità: la verità è una (Santambrogio) e se ci fosse solo verità per me e per te, non ci sarebbe più possibilità di discussione sensata (lei sostengo che non lo ho tradito; lui accetta che sia vero dal punto di visa di lei, ma dal suo punto di vista non è così e lapicchia; che fare?). La verità dipende anche dal significato che dai alle parole (Varzi); e qui la discussione è andata sul significato delle negazione in logica classica e intuizionista. Un po’ troppo per una riunione di divugazione scientifica, ma il succo è chiaro.
Ricordo bene quando Clinton è andato in TV e ha negato di aver fatto sesso (having sexual relationships) con Monica Lewinsky. (vedi: http://en.wikipedia.org/wiki/Lewinsky_scandal)
Clinton era convinto di dire la verità, perché per lui “fare sesso” significava, come per la maggior parte degli americani del sud, avere un rapporto completo con una donna. Ma i giudici hanno dato un altro significato a “fare sesso”, e cioé qualcosa “emettere liquido seminale nella prossimità di una donna”. Questo secondo significato è stato inequivocabilmente provato dalle tracce (DNA) di liquido seminale sul vestito di Monica, tenuto religiosamente da parte dalla mamma di lei.
Quindi qual’è la verità? In questo caso è semplice: è stato accettato il significato “ampio” di “fare sesso”, e quindi non è stato accettato il significato “stretto” che Clinton dava a queste parole. Per questo Clinton è stato ritenuto colpevole di non aver detto la verità (la cosa peggiore di cui si possa essere ritenuti colpevoli in USA: http://en.wikipedia.org/wiki/Perjury).
La verità legale qui dipende dalla definizione di “fare sesso”. Dopo la prova del DNA, Clinton ha ammesso di avere avuto “relazioni fisiche non appropriate”, ma per lui non erano “relazioni sessuali”. Un po’ di verità non ce la aveva anche lui?
4 Novembre 2007
Mi ricorda un pò la premessa di Carrol a ‘Logica Fantastica’, in cui sperava che insegnare la logica alle persone le avrebbe portate a saper riconoscere i ragionamenti fallaci, il che avrebbe condotto alla chiusura dei giornali e dei partiti politici… :)
4 Novembre 2007