Tra scienza e impresa
Ospite in Loggia Paolo Valdemarin, imprenditore e fondatore di Evectors, realtà italiana che si occupa della gestione della conoscenza per le intranet di grandi aziende.
Iniziamo con Paolo la nostra chiacchierata da un punto di vista completamente inedito: il rapporto, talvolta difficile, tra Rete e aziende.
L’idea di Valdemarin è che nella nuova azienda debba cadere il mito della riservatezza delle informazioni. Numerosi casi di studio dimostrano che, invece, un flusso informativo continuo su quello che fanno e come vivono i vari dipendenti non solo sia in grado di creare maggior valore, ma anche di migliorare i rapporti umani tra le persone e a tenere alto il morale.
Rapidamente quindi ci si sposta su due grandi problemi della Rete: la mole informativa e l’autorevolezza. Paolo Valdemarin cita Stowe Boyd e l’idea del flusso informativo; viviamo immersi nell’informazione, ma non è difficile selezionare quella rilevante. Paolo utilizza lettori di feed RSS su ogni device, fisso o mobile, che lo permetta. In questo modo riesce sempre ad essere aggiornato su quello che succede nel mondo, addirittura senza passare, direttamente, per le grandi testate online.
Francesco Bollorino, consulente per il Comune di Genova sul progetto città digitale, non è d’accordo: per quanto riguarda l’informazione medica, sarebbe necessario un bollino di validità che discrimini l’informazione scientifica corretta da quella errata.
Paolo Valdemarin risponde che, nel momento in cui una persona vive in rete, riesce a discriminare le informazioni, dal momento che esse vengono filtrate dal suo stesso social network. Certo, esiste un problema di imprecisione di certe informazioni, ad esempio quelle mediche. Ma va da sé che in questi casi è comunque meglio rivolgersi ad uno specialista.
Paolo prosegue spiegando come, quando una persona è coinvolta in un argomento tenda ad essere molto più precisa: è il caso di alcuni forum che mettono in contatto malati di cancro, e le cui informazioni si rivelano più corrette delle riviste scientifiche.
L’autorevolezza è generata dallo stesso social network. Nel momento in cui si conoscono le persone, ci si fida di loro. il meccanismo è sempre quello della fiducia. E forse, spiega Paolo, è preferibile un mondo dove tutti possano dire la loro a costo di un elevato rumore a uno controllato da una non meglio specificata autorità.
Come risolvere il problema della mancanza di concorrenza? Lo scenario di oggi vede alcune aziende accentrare il loro potere, e in Rete sembra funzionare meglio un modello nel quale tutti fanno riferimento a un singolo servizio, piuttosto che un più sano modello concorrenziale. Per Paolo tutto questo non è un problema. La natura aperta della Rete fa sì che i costi per cambiare servizio siano molto bassi e che sia naturale, nel tempo, un certo ricambio. Se Google dovesse passare al lato oscuro della forza, probabilmente non potrebbe fare più affidamento su tutte quelle persone che a Google conferiscono valore.
Ringraziamo Paolo Valdemarin per l’intervento stimolante e Francesco Bollorino per avere stimolato una discussione problematica e interessante.


