Il sonno del blogger
Tra le iniziative meno conosciute del Festival c’è anche Scienziati nelle scuole, un ciclo che disegna un punto di incontro personalità del mondo scientifico e gli studenti genovesi, il tutto inserito nell’ambito scolastico. Non sono i ragazzi ad andare ad ascoltare i relatori, ma sono i ricercatori stessi a trovarsi a discutere della propria esperienza nelle aule magne dei licei. L’obiettivo è quello di portare la scienza nelle scuole, attraverso gli occhi delle singole persone. E rendere umana la scienza è, come già abbiamo avuto modo di vedere, uno dei modi migliori per suscitare curiosità nel grande pubblico e soprattutto nei ragazzi che domani si troveranno a decidere del proprio futuro.
Lunedì scorso, era in programma per il liceo scientifico Leonardo Da Vinci l’intervento di Giorgio Vallortigara, neuroscienziato ed etologo che studia – tra le altre cose – anche il sonno negli animali. Ma l’incontro non c’è stato, a causa di un allagamento doloso. Dei vandali hanno infatti rotto alcuni termosifoni, aperto i rubinetti e svuotato anche gli estintori, rendendo così la scuola inagibile. Mille studenti sono stati rimandati a casa e così anche il relatore.
Per difficoltà concatenate, anche l’intervento dello stesso Giorgio Vallortigara in Loggia stava per essere annullato, ma – fedeli al nostro nome di blogger d’assalto – abbiamo raggiunto il professore qualche minuto prima della sua conferenza all’Acquario di Genova, Il sonno negli animali e nell’uomo. Approfittando della sua disponibilità abbiamo così chiacchierato delle fasi del sonno e del rapporto che questo ha con la memoria dell’uomo e degli animali.
La prima questione è già molto complessa: perché si dorme? Si ritiene che il sonno serva per recuperare le energie perdute, eppure, quando le persone rinunciano volontariamente al sonno, non subiscono conseguenze importanti, al di là dello stress e la sonnolenza, risolvibile con i microsonni. L’ultimo record mondiale di deprivazione del sonno è di 11 giorni (264 ore consecutive di veglia), ottenuto da Randy Gardner nel 1964.
Dal punto di vista etologico, invece, il sonno viene considerato con una duplice funzione: da un lato serve per regolare l’attività biologica, scandendo i tempi del giorno, dall’altro lato è una misura di sicurezza dei predati (che dormono poco come gli animali da pascolo) che si difendono con la veglia, rispetto ai predatori (dormiglioni come il gatto). Ogni tipo di essere vivente ha perciò un diverso rapporto con il sonno, come il delfino che, dovendo riemergere in superficie per respirare, dorme con un occhio aperto, alternando così il riposo di ogni emisfero laterale.
Ciò che risulta interessante è invece come la deprivazione della fase REM sia dannosa per l’uomo. Nonostante sia ancora un mondo completamente da scoprire, si pensa che la fase REM possa avere due ragioni distinte, consolidare la memoria e ripulire la rete corticale, eliminando ricordi superflui. Perciò, la deprivazione totale del sonno porta con sé ancora molti interrogativi. È indubbio, però, che ci sia un forte legame tra sonno e memoria, anche se non si sa di quale natura esso sia.
L’ultima parte della chiacchierata si delinea spontaneamente: qual è il suo rapporto con la rete? Giorgio Vallortigara ci risponde che sì, usa molto il web sia come risorsa scientifica che come luogo di relazioni. La comunità scientifica c’è ed è anche molto attiva. Inoltre, non si usa la rete solo per ragioni di studio ma anche come passatempo. Una ventata di positività nell’ultimo giorno in Loggia.












