23 Ottobre 2007

Questo pazzo, pazzo Polo

Scritto da Matteo Aversano

Volatili imbustatiC’è un dubbio forte, che sa di scommessa, che aleggia al modulo 7 dei Magazzini del Cotone: quanto tempo impiega un numero non meglio precisato di animali a trasmigrare dalle gelide e diversamente ospitali Isole Svalbard alle fredde ma decisamente più miti lande genovesi?
Non è una domanda di facile soluzione, specie se consideriamo che gli animali in questione sono impagliati e, fino a ieri pomeriggio, fermi in quel di Oslo, dopo aver dovuto ritardare di una settimana almeno la loro partenza a causa delle condizioni pessime del mare.
Succede di scoprire anche questo girando per i backstage del Festival della Scienza, vedendo le casse ancora da aprire e le pareti degli allestimenti immacolate. In meno di tre giorni il tutto prenderà forma, ma la vita già brulica sotto la sua pelle, sciamando per stage e esposizioni sotto forma di operai, tecnici, elettricisti, carpentieri che concludono in apparente disordine l’assemblaggio dei vari spazi. Se in tre giorni, ad oggi due, gli animali da esporre possano a farcela è davvero un’incognita, anche se un po’ di adrenalina non guasta mai (che poi, si sa, l’intoppo è immancabile a giochi praticamente chiusi, fa parte dei patti col destino).
Eppure tutto ciò non ferma lo staff della mostra Pole Position - Avventura fra i ghiacci agli estremi della Terra, che tra touch screen da installare, pennuti impagliati e atmosfere artiche, trovano il tempo di illustrarci la situazione, senza lasciar trapelare preoccupazione ed essendo, anzi, davvero disponibili.
Anche Paola Astrici, che ci ha guidato per i backstage principali nonostante fosse più che impegnata a coordinare telefonicamente le ultime fasi della preparazione di The Event, approfitta dell’”intoppo artico” per raccontare che in cinque edizioni si sono susseguite dissavventure di ogni genere e che, se improbabili erano i disguidi, ancora più improbabili sono state le soluzioni scelte per arginarli.
Anno dopo anno la tecnica si affina e all’urlo di “prevenire è meglio che curare” il team organizzativo riesce a prevedere i pericoli e le insidie annidiate nelle fasi di gestazione di un evento cittadino così esteso. Eppure non c’è da lasciarsi ingannare dalle apparenze: non sono gli orsi polari ritardatari a minare un’esposizione, nemmeno i lavori di allestimento apparentemente fermi, bensì gli imprevisti più piccoli e invisibili alle maglie selettive della pianificazione: un martello che manca, i chiodi finiti in piena domenica o una scala troppo bassa che impedisce di avvitare i faretti sul soffitto. È tutto capitato, come il toner del fax dei vigili urbani che, essendo a secco, decide di non stampare le targhe dei veicoli adibiti al trasporto materiali per il Festival nelle zone a traffico limitato o interdetto.
Così, su queste note di colore, ci ritiriamo, terminando il tour e lasciando lo staff del Museo Tridentino di Scienze Naturali, che per l’evento in questione collabora con il Museo Nazionale dell’Antartide e l’Università degli Studi di Trento, ai preparativi e all’apertura delle ultime casse di materiali, facendo un grosso in bocca al lupo e sperando, con loro, che gli esemplari assenteisti si manifestino in tempo, magari con un arrivo in pieno stile Phileas Fogg, cha fa sempre stile.

21 Ottobre 2007

Uno sguardo all’infopoint

Scritto da Federico Fasce

Se ti servono informazioni relative al Festival o se vuoi pianificare la tua visita, il primo posto dove andare (oltre al sito del festival, ovvio) è l’Infopoint. Due sono i punti di partenza: l’ufficio di Piazza De Ferrari e quello del Porto Antico, riconoscibili dal grande logo che campeggia di fronte all’entrata.
Infopoint
Ieri gli Infopoint del Festival hanno aperto al pubblico e non ho resistito alla tentazione di curiosare un po’ per vedere come è andato il primo giorno di scuola.
Qualche problema tecnico con i server non ha impedito ai giovani addetti di arrivare alla sera sottoscrivendo e pianificando le visite dei primi visitatori hardcore. L’ambiente è sereno e accogliente, con un ampio salotto per rendere più piacevole l’attesa nei momenti di grande afflusso.

Ma cosa succede all’infopoint, di preciso? Oltre alla semplice vendita dei biglietti e alla prenotazione degli eventi, una task force di pianificatori si occupa di tracciare percorsi su misura per i visitatori: non sapete quel che volete vedere? Seguite il logo del Festival e tutto sarà più chiaro. Mica male.

Da una rapida chiacchierata vengono fuori anche le primissime impressioni del pubblico sul programma. Un po’ di sconcerto, forse, per il formato tabloid, molto diverso dal tascabile dell’anno scorso. Ma anche parecchi complimenti per la scelta di ordinare gli eventi per giorno, e qualche critica sul corpo del testo, giudicato da alcuni troppo piccolo.

E intanto, il grande giorno si avvicina e la città inizia a trasformarsi. A segnalare gli infopoint sono comparsi i grandi loghi del festival mentre nelle aree “calde” i lavori di preparazione fervono. Ma avremo modo di parlarne.

21 Ottobre 2007

Festival: ecco il catalogo

Scritto da Marina Rossi

Programma del FestivalFinalmente arriva anche nelle nostre mani il catalogo cartaceo del Festival! È stata un’emozione, per me che – insieme al carissimo Luca Caridà con cui ho condiviso lavoro e deliri – ho lavorato alla redazione dei testi. Vedere mesi di lavoro prendere una così bella forma, è stato un momento sia di liberazione che di nostalgia.

Dopo lunghi giorni di attesa, i programmi sono stati distribuiti negli infopoint (Piazza De Ferrari), alle biglietterie del Galata (Museo del Mare in Darsena) e alla Manifattura Tabacchi (Sestri Ponente). Già da ieri, quindi, sono a disposizione di tutti i visitatori: quest’anno sono state stampate ben 100 mila copie! La distribuzione dei cataloghi sarà centralizzata in questi punti di interesse per evitare dispersione e sprechi di carta. Realizzato in carta ecologica, il programma si apre con una grande foto di Robin Hood, scimmietta (della specie cebo dai cornetti) che giocando con l’asterisco rosso del Festival incarna il tema di questa edizione, la curiosità.

Ma la novità più importante riguarda il formato del nuovo programma. Per le edizioni precedenti, gli eventi venivano classificati in un librettino formato A5, pratico da trasportare, ma molto difficile da consultare. E nel 2006 gli eventi totali erano 250. Provate a pensare come sarebbe stato quest’anno, con 500 eventi e numerose sedi a Genova e in Liguria.

D’altra parte, dopo quattro edizioni, il Festival è maturato. Sono cresciuti gli eventi, i partecipanti, i visitatori, gli animatori. È cresciuto anche l’entusiasmo e la partecipazione. Perciò, il libretto classico stava stretto. Anche il programma cartaceo si è voluto distinguere, allargandosi a formato tabloid. Su ispirazione di alcuni cataloghi di mostre internazionali, il formato vuole dare un ampio respiro al Festival, accentuando il valore delle immagini e delle foto tratte da alcuni eventi, e di una comunicazione visiva al di là del semplice testo. Ecco quindi che prendono vita anche box di approfondimento – su Charles Darwin o il cinquantenario dello Sputnik –, utili per dare un maggiore contesto agli eventi e alcune pillole di curiosità per tutti gli interessati.

Questo cambiamento rivoluzionario di formato è, quindi, una necessità derivante dalla vasta mole di eventi, ma anche una vera e propria dichiarazione di libertà, dagli schemi tradizionali. Pochi giorni fa, proprio il direttore Vittorio Bo mi ha presentato questa novità come la dimostrazione del fatto che il Festival è diventato adulto e quei primi anni di indecisione rispetto al futuro sono ormai lontani.

Può piacere oppure no, ci sono probabilmente alcune cose da migliorare e altre già perfette così, ma certamente questo nuovo programma non lascerà indifferenti.

Vedi anche il programma online.

16 Ottobre 2007

Arrivano gli Animatori

Scritto da Matteo Aversano

La folla degli animatori occupa la Sala Film come Ghostbusters hanno segnato l’immaginazione di almeno un paio di generazioni di ragazzi. Il Palazzo della Borsa di Genova, nella fattispecie la Sala delle Grida, sembra ricalcato sullo stile dei due film degli acchiappafantasmi; dal grattacielo/portale del primo episodio, sino al salone del museo del secondo capitolo. Tutto, dalle luci allo stile delle decorazioni, con una spruzzata di Piramide di paura, rimanda al non incrociare i flussi, ad acceleratori protonici e a scarafaggi che “staccano la testa a morsi”.

Ma, non essendo sul set di un film, ciò che il 12 ottobre si stava svolgendo nel salone decorato da grandi pannocchie, simbolo di abbondanza, e aquile, come chi calcava quei pavimenti nemmeno troppi anni fa, era la cerimonia di lancio per un gruppo di ragazze e ragazzi affiatati ed assortiti arruolati tra le fila degli animatori del Festival della Scienza.
Molti di loro avevano già affrontato l’impegno durante le edizioni passate, molti altri saranno invece alla prima esperienza con indosso la maglia asteriscata: dal tavolo principale il comitato di benvenuto si rivolgeva a tutti i presenti, incoraggiando, illustrando, ragionando sulle novità dell’edizione 2007, indipendentemente dal loro essere nuove leve o meno.

Gli sguardi dei ragazzi erano concentrati su quanto accadeva in sala: al centro dell’attenzione era lo scambio di battute tra Paolo Odone, Presidente della Camera di Commercio di Genova, e Manuela Arata, Presidente del Festival della Scienza. Odone ha incentrato il suo intervento su una dimensione depressa di Genova: vecchia, stanca, chiusa verso i giovani; e come dargli torto, peccato che un grosso esame di coscienza sarebbe più adatto, in casi simili, visto che molto, troppo spesso sono gli stessi commercianti ed esercenti a rendere realtà l’ormai biblica battuta “Torta di riso… Finita”.
Spazi per i giovani, eventi scarsi… Parole fumose, peraltro decisamente poco adatte a un evento che dovrebbe motivare e caricare il pubblico, non renderlo pensieroso e impaurito sulle prospettive cittadine (”Fuggite, sciocchi!”)

Manuela Arata, invece, sceglie una via decisamente opposta: parla di successi, successi e successi, di un Festival totale, catalizzante, un Festival estremamente noto e apprezzato, conosciuto persino oltreoceano con l’appellativo The Event (del resto, dopo The Voice…). Forse incappando in una certa ingenuità, la presentazione che la Arata propone all’uditorio è tuttavia adatta alla portata della manifestazione.
Scatta l’immancabile polemica (anche per fortuna) dando sapore al tutto: Manuela Arata fa notare quanti ragazzi siano radunati in quella sala e punzecchia decisa Odone, facendogli notare come siano necessari maggiori investimenti per l’anno prossimo, visto il numero di persone che edizione dopo edizione vanno ad irrobustire le fila della gestione, organizzazione e animazione del Festival.

Odone incassa, se ne va, poi a un certo punto imprecisato si ripresenta al tavolo, chiedendo la parola e dichiarando che a fronte di un maggiore impegno economico vorrà un simbolo della Camera di Commercio più grande.
Fantastico.

Nessuno crede alle proprie orecchie, sembra di esser tornati all’asilo, con buona pace del mecenatismo e della cultura scientifica come motore e chiave del progresso collettivo.
Vuoi i fondi? Dammi più visibilità, a ogni costo, come nelle più vetuste campagne promozionali che si sperava appartenessero a un’era embrionale del marketing d’azienda.

Con i suoi battibecchi ai piani alti, con le magliette bianche distribuite alla folla degli animatori, con le sue foto di gruppo a testimonianza di “quanti siamo”, anche il 2007 dà il benvenuto alla schiera di ragazze e ragazzi che animeranno The Event e che, impegno da non sottovalutare, sopporteranno, indirizzeranno, informeranno e accoglieranno le migliaia di variegati visitatori che anche quest’anno affolleranno gli eventi e i laboratori del Festival della Scienza.

Decisamente, quindi, si meritano un grosso in bocca al lupo!

9 Ottobre 2007

Qualche novità

Scritto da Federico Fasce

La mappa della zona bloggerQuello che vedete a fianco è un segretissimo blueprint che abbiamo sagacemente recuperato durante una riunione tenutasi ieri sera dalle parti del centro storico a Genova.
Rappresenta qualcosa di molto importante: si tratta dell’area blogger che verrà allestita in un luogo imprecisato (che noi conosciamo, ovvio, ma tempo al tempo). Ebbene sì. La nostra presenza al Festival non si limiterà al blog che state leggendo, ma deborderà nella suddetta area.

La domanda è: cosa faremo lì dentro? Come potete vedere dalla pianta esiste una sorta di palco davanti al quale si trovano due tavoloni. A questi tavoli sarà possibile (previa registrazione umana) utilizzare il proprio laptop sfruttando una connessione wireless messa a disposizione per l’occasione. L’idea è vicina all’Hypercamp pensato da Dave Winer, e funzionerà come una specie di ibrido tra una serie di conferenze e un Barcamp.

Avremo infatti una serie di ospiti, provenienti tanto dal mondo delle culture digitali quanto da quello della scienza, che si intratterranno nel palco centrale e verranno intervistati sia dall’host presente in sala che dallo stesso pubblico in sala. Inoltre il palco potrà ospitare presentazioni estemporanee, fuori programma e quant’altro venga in mente al momento, nel più puro stile unconference.
Ovviamente speriamo nella partecipazione non solo dei blogger e degli appassionati, ma anche dei semplici curiosi e di tutti coloro che hanno voglia di avvicinarsi al mondo delle culture di rete e della condivisione. Veniteci a trovare!

4 Ottobre 2007

Un boccale di Scienza

Scritto da Matteo Aversano

Steampunk beerLa Scienza si annida e si cela in ogni aspetto della nostra vita; negli interruttori che premiamo, negli strumenti che utilizziamo e anche nei boccali che alziamo. Sì, anche lì.

Alla relativa semplicità con cui si ottiene il vino si affiancano, infatti, la scienza e la tecnica della produzione della birra: se nel primo caso la pigiatura dell’uva e la fermentazione rappresentano la sostanza del procedimento, nel caso della birra la questione si fa più complessa, a partire dagli ingredienti: frumento, mais, riso… E poi lievito, sino a comprendere l’intera strumentazione dal look steampunk necessaria perché tutti questi elementi si tramutino nella bevanda in questione.

Ma se l’alcol della birra incontrasse l’alcol del vino? Se, ad esempio, si tentassero di incrociare birra e moscato? È proprio questa la sfida lanciata dal Festival della Scienza: con un incontro svoltosi il primo ottobre presso le distillerie del Bìcu, Magazzini del Cotone, sì è dato il via a un curioso esperimento che unisce “il sacro e il profano” dell’enogastronomia: creare una birra al moscato.

Il compito è arduo, e per nulla banale. La chimica sancisce che da tutto ciò che contiene zuccheri si possa ricavare alcol; il problema, però, è che nel caso del vino, e nel nostro caso specifico del Moscato, la fermentazione dei mosti è esclusivamente una questione di tempo, ma lo stesso non può dirsi dei cereali dai quali si ottiene la birra: luppolo, malto e simili non fermentano autonomamente, bensì è l’intervento umano a dare il via a questa trasformazione. Calibrare, quindi, le due variabili dell’equazione alcolica è la difficoltà maggiore che ci si trova ad affrontare.

Per riuscire nell’impresa è stato messo assieme un team che riunisce entrambe le anime oggetto dell’esperimento: Giuseppe Merlino e Giampiero Marrone. Il primo è il proprietario del Ristorante - Fabbrica della Birra Bìcu, mentre il secondo è produttore di vino moscato del comune di La Morra; il dinamico duo è stato inoltre supportato dall’esperienza di Marino Giordani, Presidente dell’Associazione Italiana Sommelier Liguria, e David Mc Kenzie Bell, un solare personaggio di origine scozzese, una persona con una storia alle spalle, una storia che ci porta sino in Arabia Saudita. Laggiù, nelle cantine dell’ambasciata britannica, Mc Kenzie produsse birra per sé e per i compagni della squadra di rugby, importando legalmente il luppolo, distillando (e bevendo) fino a 150 litri di birra alla settimana.

I locali del Bìcu sono la sede dell’esperimento, che durerà diciotto mesi; al termine del periodo necessario per la fermentazione, circa venticinque giorni, sarà lo stesso pubblico del Festival a giudicare se il tentativo di creare una birra dal forte profumo di moscato sia andato a buon fine. Accanto a questa sfida troviamo anche un’altra curiosità: la creazione di una birra tutta al femminile, dedicata alle donne; la birra così prodotta avrà una minore gradazione alcolica ma anche un gusto più dolce e un profumo più ricco, con il quale confrontare la “birra moscata” e valutarne il successo.

L’attesa terminerà con l’inizio del Festival e, sicuramente, il 27 ottobre, in concomitanza con una festa rock che si preannuncia già grande, le due birre sperimentali made in Bìcu vedranno la luce.

Nel laboratorio sulla birra, inoltre, gli animatori illustreranno al pubblico le fasi della preparazione e della lavorazione che porteranno al risultato dell’esperimento.

Non resta che attendere e preparare i boccali, magari scherzando sulle parole di Marino Giordani che hanno così concluso l’incontro d’avvio dell’esperimento:

“Chi beve birra campa cent’anni” “E chi beve vino?” “Non muore mai!”

La Birra sarà protagonista del Festival in tre eventi:
La birra del Festival
La chimica e la fisica della birra
La chimica e la fisica della birra e del vino

1 Ottobre 2007

Sudoku che passione

Scritto da Federico Fasce

La loggia di MatefitnessDevo dire che ho uno strano rapporto con il Sudoku. Inizialmente il gioco mi sembrava solo una futile moda, uno di quei giochini di enigmistica un po’ pompati, ma con poca sostanza.
Poi, complice Brain Training, mi sono avvicinato alla griglia numerata. E mi ha appassionato quasi quanto le crittografie mnemoniche, che restano il mio gioco enigmistico preferito.

Il primo Festival del Sudoku organizzato da Matefitness è un’occasione per iniziare a tastare il polso dell’altro Festival, quello della Scienza. E, a giudicare dalla risposta del pubblico, le premesse sono ottime. Matefitness è un laboratorio che si occupa di avvicinare le persone al mondo della matematica attraverso una serie di rompicapo e giochi mentali, e che sarà presente al Festival della Scienza con numerosi eventi.

Comincio a curiosare e a imparare qualche nuova tecnica dalla voce di Paolo Fasce. Paolo è una vera autorità nel campo dei giochi a Genova; ha organizzato numerose convention dedicate ai giochi di ruolo e fondato Labyrinth, prima storica associazione ludica in città. La sua spiegazione della tecnica X-wing (che in me suscita memorie di cavalieri Jedi e di complicate iniziazioni) è chiara e precisa.

Prima della premiazione scambio qualche battuta con Riccardo Albini. Ricordiamo insieme i bei vecchi tempi di K e di Videogiochi, un periodo particolarmente fertile per la produzione videoludica in Europa. Riccardo, per chi non lo sapesse, è anche l’inventore del Fantacalcio, nonché la persona che ha importato il Sudoku nel nostro paese.
Purtroppo deve andare via prima del termine della serata, ma promettiamo di rivederci al festival e di fare due chiacchiere.

Chiudo con i miei complimenti alla vincitrice del Festival, Simonetta Feraboli, e con una piccola nota di stupore nel vedere premiato un partecipante giunto nientemeno che dalla Nuova Zelanda.

Matefitness sarà protagonista del Festival con gli eventi:
Come nasce un’idea?
I laboratori di MateFitness. EtnoMatematica
Le conferenze di MateFitness. Dall’alba al tramonto
MateFitness. La palestra della matematica
Mettiti in gioco