28 Ottobre 2007
Sto chiacchierando con Eva, responsabile delle conferenze del Festival.
“Mafe e Vanz sono molto contenti di essere qui. Vorrebbero parlare con Federica Migliardo a proposito del gatto di Schrödinger”.
Eva: “Il gatto…?”
Io: “Sì, il gatto di Schrödinger, quella teoria secondo cui…”
Eva: “Sì, lo so… Sono laureata in fisica.”
Ecco, e il bello che me lo avevano anche detto. A volte riesco a fare delle gaffe non indifferenti. Che vergogna.
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24 Ottobre 2007
Per puro caso, dopo aver ritirato i badge che saranno la nostra chiave d’accesso agli eventi del Festival, abbiam deciso di fare una capatina alla Loggia della Mercanzia, dove i lavori di allestimento sono quasi ultimati. Sapete, la curiosità…
Beh, la poltrona che vedete nella foto, assieme al divano e ai pouf (che potete vedere semplicemente cliccando sulla foto, nell’apposito set di flickr) erano lì ad aspettarci insieme alla loro creatrice, Ingrid, che armeggiava con la pistola per la colla a caldo.
Ingrid fa parte del progetto riCrea, che intende creare una rete di artisti, designer e semplici appassionati, in grado di elaborare idee su come riutilizzare scarti di fabbrica e oggetti ormai inservibili per creare qualcosa di nuovo e originale. Poltrone, divani e pouf sono stati ricoperti da morbidi scampoli di lattice trasformandoli in oggetti di ottimo design. Assicuro che sono anche comodissimi.
Credo che anche i nostri ospiti apprezzeranno. Casomai qualcuno si volesse mettere in contatto con riCrea, la loro mail è ricreastudio@gmail.com.
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23 Ottobre 2007
C’è un dubbio forte, che sa di scommessa, che aleggia al modulo 7 dei Magazzini del Cotone: quanto tempo impiega un numero non meglio precisato di animali a trasmigrare dalle gelide e diversamente ospitali Isole Svalbard alle fredde ma decisamente più miti lande genovesi?
Non è una domanda di facile soluzione, specie se consideriamo che gli animali in questione sono impagliati e, fino a ieri pomeriggio, fermi in quel di Oslo, dopo aver dovuto ritardare di una settimana almeno la loro partenza a causa delle condizioni pessime del mare.
Succede di scoprire anche questo girando per i backstage del Festival della Scienza, vedendo le casse ancora da aprire e le pareti degli allestimenti immacolate. In meno di tre giorni il tutto prenderà forma, ma la vita già brulica sotto la sua pelle, sciamando per stage e esposizioni sotto forma di operai, tecnici, elettricisti, carpentieri che concludono in apparente disordine l’assemblaggio dei vari spazi. Se in tre giorni, ad oggi due, gli animali da esporre possano a farcela è davvero un’incognita, anche se un po’ di adrenalina non guasta mai (che poi, si sa, l’intoppo è immancabile a giochi praticamente chiusi, fa parte dei patti col destino).
Eppure tutto ciò non ferma lo staff della mostra Pole Position - Avventura fra i ghiacci agli estremi della Terra, che tra touch screen da installare, pennuti impagliati e atmosfere artiche, trovano il tempo di illustrarci la situazione, senza lasciar trapelare preoccupazione ed essendo, anzi, davvero disponibili.
Anche Paola Astrici, che ci ha guidato per i backstage principali nonostante fosse più che impegnata a coordinare telefonicamente le ultime fasi della preparazione di The Event, approfitta dell’”intoppo artico” per raccontare che in cinque edizioni si sono susseguite dissavventure di ogni genere e che, se improbabili erano i disguidi, ancora più improbabili sono state le soluzioni scelte per arginarli.
Anno dopo anno la tecnica si affina e all’urlo di “prevenire è meglio che curare” il team organizzativo riesce a prevedere i pericoli e le insidie annidiate nelle fasi di gestazione di un evento cittadino così esteso. Eppure non c’è da lasciarsi ingannare dalle apparenze: non sono gli orsi polari ritardatari a minare un’esposizione, nemmeno i lavori di allestimento apparentemente fermi, bensì gli imprevisti più piccoli e invisibili alle maglie selettive della pianificazione: un martello che manca, i chiodi finiti in piena domenica o una scala troppo bassa che impedisce di avvitare i faretti sul soffitto. È tutto capitato, come il toner del fax dei vigili urbani che, essendo a secco, decide di non stampare le targhe dei veicoli adibiti al trasporto materiali per il Festival nelle zone a traffico limitato o interdetto.
Così, su queste note di colore, ci ritiriamo, terminando il tour e lasciando lo staff del Museo Tridentino di Scienze Naturali, che per l’evento in questione collabora con il Museo Nazionale dell’Antartide e l’Università degli Studi di Trento, ai preparativi e all’apertura delle ultime casse di materiali, facendo un grosso in bocca al lupo e sperando, con loro, che gli esemplari assenteisti si manifestino in tempo, magari con un arrivo in pieno stile Phileas Fogg, cha fa sempre stile.
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23 Ottobre 2007
Il Festival ormai è sempre più vicino, e la sua presenza inizia a farsi sentire anche in città. Devo dire che in questo senso si tratta di un evento molto discreto, che riesce a fare sentire la sua presenza senza mai disturbare e senza urlarla. Capita di stupirsi nel vedere le scimmiette-mascotte occhieggiare dai numerosi cartelli che indicano i punti nevralgici del Festival. Ci si stupisce perché all’esterno dei palazzi nulla lascia presagire che qualcosa bolla in pentola.
Ma basta entrare in alcune zone di Palazzo Ducale, al palazzo della Borsa o nei Magazzini del Cotone per capire che non è così. Appena varchi la soglia l’odore di vernice ti molesta le narici, la polvere, gli attrezzi e le casse di legno ti raccontano del lavoro che procede in maniera forsennata ma consapevole. Tutto dovrà essere perfetto, il fatidico 25. E tutti contribuiscono al meglio.
Osserviamo il lavoro sentendoci un po’ dei corpi estranei.
Tranne che nella Loggia della Mercanzia, nella splendida Piazza Banchi, che sarà il nostro campo base. Lì ci incuriosiamo davvero, facciamo domande, scopriamo cose interessanti. I pouf, per esempio, realizzati da un’artista che lavora con materiali di recupero. Saranno comodi? Lo scopriremo presto.
Intanto restate collegati, perché credo che qualcuno abbia storie interessanti da raccontare…
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21 Ottobre 2007
Se ti servono informazioni relative al Festival o se vuoi pianificare la tua visita, il primo posto dove andare (oltre al sito del festival, ovvio) è l’Infopoint. Due sono i punti di partenza: l’ufficio di Piazza De Ferrari e quello del Porto Antico, riconoscibili dal grande logo che campeggia di fronte all’entrata.

Ieri gli Infopoint del Festival hanno aperto al pubblico e non ho resistito alla tentazione di curiosare un po’ per vedere come è andato il primo giorno di scuola.
Qualche problema tecnico con i server non ha impedito ai giovani addetti di arrivare alla sera sottoscrivendo e pianificando le visite dei primi visitatori hardcore. L’ambiente è sereno e accogliente, con un ampio salotto per rendere più piacevole l’attesa nei momenti di grande afflusso.
Ma cosa succede all’infopoint, di preciso? Oltre alla semplice vendita dei biglietti e alla prenotazione degli eventi, una task force di pianificatori si occupa di tracciare percorsi su misura per i visitatori: non sapete quel che volete vedere? Seguite il logo del Festival e tutto sarà più chiaro. Mica male.
Da una rapida chiacchierata vengono fuori anche le primissime impressioni del pubblico sul programma. Un po’ di sconcerto, forse, per il formato tabloid, molto diverso dal tascabile dell’anno scorso. Ma anche parecchi complimenti per la scelta di ordinare gli eventi per giorno, e qualche critica sul corpo del testo, giudicato da alcuni troppo piccolo.
E intanto, il grande giorno si avvicina e la città inizia a trasformarsi. A segnalare gli infopoint sono comparsi i grandi loghi del festival mentre nelle aree “calde” i lavori di preparazione fervono. Ma avremo modo di parlarne.
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9 Ottobre 2007
Quello che vedete a fianco è un segretissimo blueprint che abbiamo sagacemente recuperato durante una riunione tenutasi ieri sera dalle parti del centro storico a Genova.
Rappresenta qualcosa di molto importante: si tratta dell’area blogger che verrà allestita in un luogo imprecisato (che noi conosciamo, ovvio, ma tempo al tempo). Ebbene sì. La nostra presenza al Festival non si limiterà al blog che state leggendo, ma deborderà nella suddetta area.
La domanda è: cosa faremo lì dentro? Come potete vedere dalla pianta esiste una sorta di palco davanti al quale si trovano due tavoloni. A questi tavoli sarà possibile (previa registrazione umana) utilizzare il proprio laptop sfruttando una connessione wireless messa a disposizione per l’occasione. L’idea è vicina all’Hypercamp pensato da Dave Winer, e funzionerà come una specie di ibrido tra una serie di conferenze e un Barcamp.
Avremo infatti una serie di ospiti, provenienti tanto dal mondo delle culture digitali quanto da quello della scienza, che si intratterranno nel palco centrale e verranno intervistati sia dall’host presente in sala che dallo stesso pubblico in sala. Inoltre il palco potrà ospitare presentazioni estemporanee, fuori programma e quant’altro venga in mente al momento, nel più puro stile unconference.
Ovviamente speriamo nella partecipazione non solo dei blogger e degli appassionati, ma anche dei semplici curiosi e di tutti coloro che hanno voglia di avvicinarsi al mondo delle culture di rete e della condivisione. Veniteci a trovare!
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