29 Ottobre 2007

Scienza e condivisione

Scritto da Federico Fasce

Scimmie di mareCredo che questo post dei Maestrini centri molto bene il punto di cui si diceva poc’anzi, dopo lo strano episodio vissuto ieri in loggia. In particolare appoggio l’esortazione di Mafe di non lasciare cadere la cosa, ma di provare a far tornare fuori il tema durante i prossimi incontri.

Ci proveremo ancora. Siamo troppo curiosi di capire perché la condivisione possa essere vista come un pericolo più che come un valore in una comunità che, proprio per condividere, ha creato Internet.

Le conferenze e i laboratori di questo Festival mi stanno facendo riflettere molto sulla comunicazione scientifica. È un argomento che vorrei approfondire dopo aver raccolto un po’ di osservazioni in più

29 Ottobre 2007

Una Loggia differente

Scritto da Redazione

La Loggia BanchiMemori del bel pomeriggio trascorso a chiacchierare con Marc, Ruurd e Kees, a base di aneddoti divertenti e di focaccia genovese – amata dai nostri ospiti – siamo tutti in febbricitante attesa per l’arrivo di Federica Migliardo, una tra le più premiate fisiche italiane, e di Mafe De Baggis e Luca Vanzella, i maestrini della rete Mafe e Vanz. Nell’attesa dell’incontro, cerchiamo di immaginare i racconti che si intrecciano, le esperienze che si mostrano, tutto all’insegna della contaminazione. Siamo blogger – qualsiasi cosa questa voglia dire –, e a noi piace l’idea di osservare il mondo a testa in giù, cercando spunti e punti di vista strani. L’occasione di un faccia a faccia tra due mondi certamente distinti, beh, ci è da sempre piaciuta. È l’atmosfera delle chiacchierate in Loggia: scienziati ed esperti della rete che si sovrappongono e si ispirano a vicenda. Mafe e Luca sono due persone straordinarie, ma oltre ad amici, ieri erano veri ospiti alla pari di tutti gli altri. Federica Migliardo è annata ‘75, la consideriamo coetanea e la guardiamo con con un misto di rispetto e di ammirazione. Nulla poteva farci immaginare che la giornata non sarebbe stata piacevole.

Federica interrompe sul nascere la conversazione intorno al tavolo. Chiede se possiamo attendere ancora qualche minutoperché sta aspettando una troupe della Rai.

La parola passa allora ai maestrini che si mostrano disponibili e interessati. La domanda sorge spontanea per tutti noi che la rete la viviamo e Mafe si fa portatrice della nostra curiosità. Negli altri paesi ci sono molti esempi di eccellenza in cui gli scienziati decidono di parlare direttamente con il pubblico, senza intermediari, facendo così anche divulgazione. Per quale motivo la comunità scientifica in Italia non usa lo strumento blog?

La risposta è semplice. Non c’è tempo libero e, in quanto scienziata, le ricerche vengono tenute segrete fino alla pubblicazione, quando cioè ha effetto il copyright. Prima di quel momento i dati sono liberi, renderli pubblici sarebbe un rischio. Il blog non va bene per lei, chiude frettolosamente Federica. Nessun appello.

Eppure, proprio il web è stato creato per condividere la conoscenza della comunità scientifica. Lo stesso Robert Cailliau lo ha raccontato un mese fa. La condivisione permette lo sviluppo della ricerca.

Fin dalla prima frase – da quella parola troupe –, qualcosa si è spezzato. Una camera fissa, una steadycam, un tecnico delle luci e uno del suono. Spostamenti di scena, non così a destra che non viene la ripresa, tutti intorno al tavolo: Guido, Samuele, Vittorio, Enrico, Marco, Andrea, Federico, Marina.

Federica viene microfonata personalmente, mentre una periferica a gelato è dedicata a tutti gli altri che vogliono farle domande. La Loggia diventa un triste set pubblicitario e gli animi si surriscaldano, mentre l’atmosfera si ghiaccia all’istante. Nemmeno le battute sulle scimmie di mare servono a rallentare la tensione.

È tutto surreale, e quasi non ci crediamo. Le conversazioni in Loggia ci sfuggono di mano e si trasformano in un sottoprodotto della televisione. L’imbarazzo regna sovrano e la situazione precipita. Ora la discussione ha veramente inizio. Ora le telecamere stanno riprendendo, prima di questo momento non è mai esistito nulla. Tranne che per noi, ovviamente. Ora si può iniziare. Enrico, stimato chairman, dà il via alla danza. Federica parla dei premi che ha vinto, della scienza in Italia e in Europa, di pressioni che la spingono all’estero perché è una donna, giovane e pluripremiata e non c’è posto per lei nella comunità scientifica italiana, lei che guadagna come ricercatrice 850 euro al mese. Bisogna promuovere il talento, la competizione, incrementare la qualità e assegnare quei pochi posti disponibili nella scienza a chi è più meritevole.

Della rete si occupi chi fa divulgazione, i ricercatori hanno giusto il tempo di fare ricerca nei laboratori; ma quando i giornalisti parlano con loro, interpretano studi in modo sensazionalista, attirando lettori e travisando le parole della scienza, sia per incompetenza che per scelta. Serve una comunicazione diretta con il pubblico. Ma no, non si ha tempo per un blog. Neppure collaborativo, perché non si è rappresentativi di una categoria come quella di scienziati. Intanto, gli altri due ospiti, Mafe De Baggis e Luca Vanzella, continuano ad attendere pazientemente il proprio turno.

Le domande rivolte a Federica cercano di aprire spiragli di dialogo, ma la ribalta non può essere condivisa, non questa volta. Ha 104 pubblicazioni all’attivo, si occupa di spettroscopia neutronica, ma anche di organismi che sopravvivono in ambienti ostili e queste parole riecheggiano in Loggia Banchi.

Ambiente ostile.

La Loggia è quasi come fosse casa nostra e in meno di venti minuti ha cambiato pelle e si è rivoltata contro di noi, annullando la chiacchierata informale che ci eravamo promessi l’un l’altro. Il giorno prima, tre ricercatori premiati da Harvard si sono seduti accanto a noi, e ci hanno raccontato storie, ci hanno ascoltato, trattandoci da pari, nonostante noi fossimo estremamente consapevoli delle grandi menti che stavamo incontrando. Hanno condiviso un pomeriggio con noi. Ci hanno raccontato di come la rete abbia permesso loro di avvicinarsi alle persone, di come in questi diciassette anni sia cresciuto l’ambiente scientifico nel web.

Un’ora interminabile, forse un’ora e mezza. La percezione di un tempo che non trascorre. La troupe se ne va e ci porta via ogni cosa. Resta solo la delusione di un vuoto nella Loggia. Abbiamo perso il controllo, non so come. Abbiamo perso il controllo e alla fine del carrozzone, Mafe De Baggis e Luca Vanzella – due nostri ospiti, chiamati a condividere con noi conoscenza ed esperienza pluriennale – non hanno avuto modo di intervenire. Nessuno si aspettava una giornata del genere. 
Beh, non proprio nessuno.

27 Ottobre 2007

Gli Ig Nobel alla Loggia

Scritto da Marina Rossi

I Premi Ig Nobel sono per la scienza ciò che i Monty Python rappresentano per il cinema. Per esempio, la velocità di una rondine che trasporta una noce di cocco potrebbe ispirare una delle bizzarre ricerche che ogni anno vengono insignite del prestigioso e insolito premio.

Ig Nobel e Blogger

I premi IgNobel onorano i risultati scientifici che fanno sorridere la gente, per portarla poi a riflettere più seriamente.

Però in realtà c’è poco da scherzare. Si tratta sì di un evento irriverente – anche nei modi in cui viene presentato – ma raccoglie veri lavori scientifici. Gli Ig Nobel nascono infatti dal fecondo mondo del MIT che, per i primi quattro anni li ha ospitati. Oggi, dopo diciassette anni di esperienza, i premi sono accolti dall’Università di Harvard.

La chiacchierata scorre piacevole. Marc Abrahams, Kees Moeliker e Ruurd de Jong sono presenti al tavolo dei blogger rispondendo alle nostre curiosità sull’altrettanto curioso evento. Qual è l’obiettivo degli Ig Nobel? Avvicinare le persone alla scienza, ma anche avvicinare la scienza alle persone, rendendo più umano un mondo che troppo spesso viene considerato intoccabile; in Italia come in tutto il mondo.

Scienza non è solo paroloni e formule complicate, ma soprattutto stravaganza e storie da raccontare. In Inghilterra, paese che accoglie sempre molti eventi degli Ig Nobel, le persone sono fiere della propria eccentricità. In Italia invece c’è ancora molta ritrosia.

Alla fine, Kees si è rivelato essere lo scienziato più stravagante. Ci ha infatti narrato le vicissitudini dell’anatra, anch’essa presente, che gli hanno valso il premio nel 2003 grazie a una ricerca scientifica tutta da scoprire. E ovviamente anche la foto di rito con l’anatra è stato un momento interessante.

Please, stop! I’m bored! Please, stop! I’m bored! Please, stop! I’m bored! Please, stop! I’m bored! Please, stop! I’m bored! Please, stop! I’m bored! Please, stop! I’m bored! Please, stop! I’m bored! Please, stop! I’m bored!

27 Ottobre 2007

Voci nello Spazio Blog

Scritto da Andrea Baresi

non te-me-te, la risposta a tutti i dubbi è dentro al coniglio
… l’essere umano è per sua natura un po’ autoreferenziale.

Loggia della Mercanzia inaugurazione dello Spazio Blog. Libri, palme e pinguini infreddoliti.

Visita allo stand Chiquita. Frutta fresca cartonata con tutto quello che può servire per soddisfare in modo veloce e sostenibile i desideri imprenditoriali più selvaggi. Emersione con banana, subitamente gonfiata, di 37cm e inconfondibile bollino; e son cose — il frutto polimerico è stato e verrà più e più volte immortalato nelle foto a 6 megapixel-e-oltre degli astanti.

Breve sessione live Suz vs Tao di Gorillas (sì sì, era gorilla.bas): angolo OK / velocità OK / vai bananina! — lampo di perversione sexy-geek evocato dall’oggetto…

Gorillas

Due passi tra i libri per appurare la presenza di una comunità nutrita di opere di Zichichi, stuff happens.

Ed eccomi lì, pronto a soddisfare la mia curiosità, desiderio impulsivo spontaneo, bisogno innato radicato/atavico. Ospiti primevi Marco Pratellesi (di Corriere.it — direttore) e Massimo Razzi (Repubblica.it — vicedirettore), con gradita “incursione” di Vittorio Bo.

Si apre il confronto con alcuni esimi esponenti del sistema weblog nostrano (o blogosfera — presto in figurine, con tanto di album offline), perché i blogger non sono completamente virtuali.

Simpatica diatriba sul primato di embracing del modello blog, tra Repubblica.it e Corriere.it. Pare che il proto-blogger italiano possa essere Beppe Severgnini, che nel 1998 faceva cose che noi “umani” non possiamo nemmeno ricordare.

Da qui i discorsi si fondono in una chiacchierata fluida, che riporto in chunks.

Tema caro alla società odierna è la paura. Sul fattore fear si è detto che il giornalismo — per natura un po’ autoreferenziale — comincia a trovare difficoltà nel confrontarsi con i creatori disintermediati. Dall’interazione dei quoitidiani con i produttori liberi di contenuti (o produttori di contenuti liberi) può però nascere un’interazione positiva. Questo costituirà il filo rosso della conversazione loggiana.

Il Futuro — a breve termine — dei media tradizionali nostrani sarà improntato sull’utilizzo di nuove forme di espressione e sul confronto con (nuove) realtà, contenitori (la cara normalizzazione della conoscenza), vettori, produttori e gusti dei consumatori. Più siamo meglio stiamo.

… E la qualità?

Nelle conversazioni su questi temi si finisce sempre per parlare di Qualità. Il fattore Q (come il fattore C) è fondamentale anche per una redazione giornalistica. Quando i contenuti generati dagli utenti del sito di una testata vengono pubblicati è necessario mettere in atto forme puntuali di controllo… O di selezione?! A volte al lettore basta sapere che i suoi  commenti verranno moderati per contenersi.

Knilio in Loggia

La rete è un po’ diversa. La quintessenza della Rete (e quindi dei blog) sono le opinioni, le opinioni della gente. La verità, la vera letteratura è nella Rete.

La cronaca invece è la nemesi della blogosfera.
La cronaca è il punto di forza dei giornali.

Poi arriva la rivoluzione, lo spostamento di risorse dal cartaceo all’elettronico.
Un quotidiano è (e sarà) rappresentato da buon giornalismo, non da un particolare medium. Ma allora… Cosa sfoglieremo in bagno?

Si assiste(rà) a un declino del modello di business del giornale.
Necessità di ridurre i costi.

  • eliminare progressivamente la carta
  • diminuire il numero delle “pagine”
  • enfasi sulla bontà dei contenuti (iterativamente)

Un discorso simile potrebbe applicarsi all’industria libraria. Il contenuto dei libri (saggistica/narrativa) è un racconto. E’ necessario trovare una forma diversa di racconto. Potrebbe il modello dell’editoria futura essere quello dei quotidiani online?

Il Festival della Scienza è un medium, un contenitore.
… Strutture di aggregazione che possono doventare altro.
… Gli (eventuali) sprechi potranno diventare altro.

24 Ottobre 2007

Il programma dei blogger

Scritto da Marina Rossi

Cartolina blogSe trovate questa cartolina (a destra rappresentata), vuol dire che siete già a Genova. Non potete mancare, quindi, di venirci a trovare nella Loggia della Mercanzia in Piazza Banchi!
Ecco il testo che troverete stampato dietro.

L’area blog allestita nella Loggia della Mercanzia in piazza Banchi è l’occasione per conoscere da vicino internet e il mondo dei diari online. Sul palco scienziati, blogger ed esperti di cultura digitale si alternano presentando argomenti e dibattiti e interagendo con i presenti. Lungo i tavoli della sala, appassionati e curiosi possono discutere e scambiarsi idee, fruendo della connessione wireless a disposizione. I blogger del Festival saranno presenti per spiegare cosa è un blog e come si realizza e per condividere con il pubblico i trucchi del mestiere.

L’area blog è aperta al pubblico tutti i giorni dalle 14 alle 20.

Calendario degli interventi:
26 ottobre alle 16:30 Robert Ghattas, Marco Pratellesi, Massimo Razzi, Ian Tattersall
27 ottobre alle 17:00 Marc Abrahams e gli scienziati degli Ignobel
28 ottobre alle 17:00 Mafe De Baggis, Luca Vanzella, Federica Migliardo
29 ottobre alle 16:30 Imogen Kusch, Antonio Sofi
30 ottobre alle 16:30 Marco Zamperini
31 ottobre alle 17:00 Furio Di Castri
1 novembre alle 17:00 Simona Morini
2 novembre alle 15:30 Antonella Napolitano, Nicla Vassallo
3 novembre alle 16:30 Paolo Valdemarin
4 novembre alle 16:00 Aldo Naouri
5 novembre alle 17:00 Andrea Toso, Giorgio Vallortigara